Vinitaly a tutto business: una fiera che dialoga con la community del vino

Vinitaly a Verona è il momento che segna idealmente la fine e l’inizio del calendario annuale di proposte – quasi una quarantina l’anno - che Veronafiere attraverso il proprio brand
offre al settore wine, dell’olio Evo e del food a denominazione, strettamente connessi tra loro con la ristorazione top a fare da trait d’union.

Nel solo mese di marzo, che precede l’inizio della 53^ edizione del Salone Internazionale del Vino e dei Distillati (insieme ai concomitanti Sol&Agrifood, Enolitech e Vinitaly Design), sono in programma iniziative in Polonia, Germania, Cina e in Italia, dopo che nei mesi di gennaio e febbraio altre sono state promosse negli USA, in Canada e sempre sul territorio nazionale.

Un sistema a rete che dialoga quotidianamente col mercato e i consumatori, intesse relazioni, fa networking e formazione, riunisce la community internazionale del vino.
E se Vinitaly spinge sempre di più sul business, il contatto con il consumatore viene confermato con decisione in città, attraverso un programma che ogni anno aumenta il proprio profilo artistico e culturale declinato nell’ambito di Vinitaly and the City (da venerdì 5 a lunedì 8 aprile – www.vinitalyandthecity.com).

Digital. Non a caso la Vinitaly Directory Official Catalogue & Business Guide da quest’anno è in nove lingue - italiano, inglese, cinese, francese, tedesco, spagnolo, russo, giapponese e portoghese – per facilitare la ricerca, durante tutto l’anno, di aziende e vini da parte dei buyer (32 mila quelli esteri nel 2018 da 143 nazioni, su un totale di 128 mila visitatori specializzati) e di altre categorie di professionisti (sommelier, horeca) che possono così preparare al meglio gli appuntamenti nel luogo fisico di incontro della fiera, ottimizzando tempi e investimenti.

È una delle novità di Vinitaly 2019, sempre più focalizzato sul business in modalità esperienziale, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie più innovative. Saranno utilizzati infatti gli ultimi strumenti messi in campo attraverso la digital transformation su cui Veronafiere ha investito finora oltre 5 milioni di euro: dalla app dedicata alla directory, fino al debutto della geolocalizzazione nei padiglioni.

Incoming. Buyer selezionati e invitati da 50 nazioni di 5 continenti. A questo si affianca un puntuale programma di incoming di operatori realizzato da Veronafiere-Vinitaly sia con la propria rete di delegati in 60 paesi, sia in collaborazione con ICE-Agenzia.
degustazioni nella logica del “Taste&Buy”.

L’obiettivo è di facilitare l’incontro a Verona tra la domanda e l’offerta internazionale negli stand e attraverso il servizio offerto di matching con le aziende per

Per l’edizione 2019 sono stati selezionati specificatamente e invitati buyer da 50 paesi. Con i cinque continenti rappresentati si conferma duplice l’attenzione della rassegna veronese sia ai mercati storici, sia verso nuove piazze dove il consumo di vino sta diventando sempre più una tendenza. Suddividendo in macro aree geografiche, i buyer invitati provengono da: Nord America (Usa e Canada), Centro America (Messico, Cuba, Colombia, Cile), Sud America (Brasile); Asia (Cina, Kazakistan, Malaysia, Vietnam, Corea del Sud, Thailandia, Taiwan, Indonesia, Giappone, Singapore, Filippine, India); Europa (Polonia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Svizzera, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Serbia, Kosovo, Croazia, Danimarca, Francia, Austria, Belgio, Albania); repubbliche baltiche (Lettonia e Lituania); Russia e Turchia, le grandi regioni cerniera tra Europa ed Asia; Medio Oriente (Israele, Libano); Africa (Algeria, Mozambico, Sud Africa);
Australia.

Per tutti loro, l’overture di OperaWine organizzata con WineSpectator sabato 6 aprile, unico evento della prestigiosa rivista americana fuori dai confini del paese, che anticipa l’apertura di Vinitaly e dà uno spaccato della migliore espressione enologica delle 20 regioni italiane. Quest’anno sono 103 le cantine selezionate dal magazine americano, delle quali 22 new entry assolute.

Vinitaly Trade Award a Marino Braccu (Otto e Mezzo Bombana Hong Kong). Annunciato nel corso di wine2wine 2018, Vinitaly Trade Award è il nuovo premio in ottica business che Vinitaly riconosce a quanti in Italia o all’estero si sono distinti nel settore della distribuzione e del posizionamento commerciale del vino, dei liquori e dei distillati, con particolare riguardo ai buyer e ai responsabili degli acquisti per il settore horeca. Premiare il loro ruolo di congiunzione commerciale nella filiera, fino al consumatore, e di driver sempre più decisivo sui mercati internazionali, è alla base di questo nuovo riconoscimento di Veronafiere e di Vinitaly, oggi brand internazionale per la promozione del business e della divulgazione della cultura e della conoscenza del vino come prodotto di qualità. La prima edizione è andata a Marino Braccu, general manager di Otto e Mezzo Bombana Hong Kong, l’unico ristorante italiano all’estero che può vantare le tre stelle Michelin, per la straordinaria attività che ha svolto nel promuovere la conoscenza e il mercato del vino italiano nel corso della sua lunga carriera all’estero.

Outlook Vinitaly-Nomisma Wine monitor. Focus su Asia e Italia. Per essere sempre più strumento business per le imprese del comparto, servono anche specifiche analisi realizzate come Vinitaly-Nomisma Wine Monitor sui principali mercati consolidati e sulle opportunità esistenti in molte aree, ancora poco presidiate e conosciute.

La logica non è quella autoreferenziale per celebrare gli indiscutibili successi ottenuti dal vino italiano, in particolare negli ultimi vent’anni, ma quello di una analisi puntuale, basata su una modalità di proposizione del dato in grado di essere coerente con gli andamenti reali del mercato e capace di valorizzare punti di forza e aree di criticità e miglioramento, anche per orientare al meglio le politiche della promozione e le risorse a disposizione.

Focus del 2019, oltre ad una overview aggiornata di quanto proposto lo scorso anno riguardo lo scenario mondiale, è il mercato emergente Asiatico, di grande complessità e potenziale che viene analizzato sia nell’aggregato che attraverso alcuni mercati target: Hong Kong, Giappone, Cina e Corea del Sud.

Fari puntati anche sull’Italia, che rimane uno dei principali mercati al mondo, attraverso una ricerca che aggiorna il valore dei consumi di vino ed esplora il consumer insight, suddividendo il Paese in aree geografiche (Nord Ovest, Nord Est, Nord, Centro e Isole, Sud) e prendendo poi in esame sei regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania e Sicilia) e tre metropoli (Milano, Roma e Napoli).

Vinitaly – Gdo IRI. Sempre sul fronte delle ricerche l’appuntamento con la GDO e la ricerca di Vinitaly IRI- Infoscan è un appuntamento classico nel calendario della rassegna. Quest’anno, oltre al mercato italiano con la sua suddivisione regionale, la ricerca analizza attraverso un focus specifico anche il posizionamento del vino tricolore sugli scaffali della grande distribuzione in Germania.

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