RiGeneration STEM, le competenze del futuro passano da scienza e tecnologia

L’evoluzione e l’innovazione tecnologica stanno rivoluzionando il mercato del lavoro, determinando un incremento nella ricerca di profili STEM – Science, Technology, Engineering e Mathematics. A questa crescita, però, non corrisponde un incremento dell’offerta di risorse con un background di carattere scientifico e informatico: circa un’azienda su quattro (23%) non è riuscita a trovare profili STEM nel “momento del bisogno”.

Proprio da questo mancato incontro tra domanda e offerta nasce l’indagine di Deloitte: una ricerca effettuata in collaborazione con SWG e grazie al contributo di Monitor Deloitte, che si propone di analizzare le ragioni di questo gap dell’offerta formativa, al fine di produrre ricadute concrete a livello Paese, ponendosi come interlocutore privilegiato al centro di una rete di stakeholder (Università, Governo, Istituzioni, aziende, ecc.). L’analisi ha raccolto il punto di vista dei principali stakelholder del sistema di istruzione, partendo da studenti e giovani occupati e non, ma anche docenti e mondo imprenditoriale.

“Deloitte e Fondazione Deloitte hanno deciso di impegnarsi in prima linea per contribuire a una sfida così complessa. Il network di Deloitte, in Italia e nel mondo, già da tempo è convinto che su questo tema si debba giocare un ruolo importante”, commenta Fabio Pompei, CEO Deloitte Italy e Deloitte Central Mediterranean. “All’inizio del 2020, Deloitte ha lanciato il progetto Impact for Italy, con l’obiettivo di contribuire a far crescere e rendere più competitivo il Paese anche grazie alle imprese e a un approccio rinnovato rispetto al passato. L’Italia deve compiere uno sforzo eccezionale per reagire alla crisi e scongiurare la minaccia di una recessione senza precedenti: si tratta di una prova storica per il nostro Paese, che proprio in questi mesi si appresta a prendere il testimone della guida del G20, con l’obiettivo di riflettere sul nuovo mondo che vogliamo costruire.”

Lo studio è stato lo spunto al centro del dibattito odierno “Osservatorio Fondazione Deloitte - RiGeneration STEM. Le competenze del futuro passano da scienza e tecnologia”, occasione perfetta per discutere di:

  • analisi sul gap tra domanda e offerta di profili STEM, che ha approfondito le possibili cause alla base della carenza di risorse, soprattutto in relazione al gender gap che caratterizza queste materie di studio e professione;
  • livello di preparazione maturato dagli studenti grazie all’attuale sistema formativo;
  • futuro del mondo dell’istruzione e professionale.

Molti gli ospiti che hanno condiviso, online, esperienze e punti di vista, per un futuro più orientato alle STEM. Le due tavole rotonde hanno infatti visto partecipare Giovanni Brugnoli, Silvia Candiani, Roberta Cocco, Gianmario Verona, moderati da Stefania Papa, People & Purpose Leader, Deloitte, e Vittorio Colao, Luciano Fontana, Maria Pregnolato, moderati da Fabio Pompei, CEO Deloitte Italy e Deloitte Central Mediterranean.

Il giro di tavolo finale moderato da Paolo Gibello, Presidente Fondazione Deloitte, è stato l’occasione per discutere con gli ospiti, raggiunti anche a Gaetano Manfredi e Ferruccio Resta, di quali saranno le evoluzioni attese per il mercato del lavoro e dell’offerta formativa a seguito del Covid-19.

“Le materie STEM sono il futuro: saranno, infatti, le discipline tecniche e scientifiche a plasmare il mondo di domani. Le imprese se ne sono accorte da anni, ma non è accaduto lo stesso tra i giovani italiani, che, nella maggioranza dei casi, continuano a puntare su una formazione non STEM” commenta Paolo Gibello, Presidente Fondazione Deloitte. “Per questo, come Fondazione, abbiamo deciso di dare vita a un Osservatorio e di indagare le motivazioni delle scelte dei giovani. I risultati che emergono ci fanno capire che l’Italia ha tutto il potenziale per invertire il trend e porsi all’avanguardia del settore dell’istruzione e della ricerca anche in ambito STEM. È una grande sfida per tutto il sistema Paese e siamo orgogliosi di portare il nostro contributo. Come mostrato dallo studio emerge la necessità di intervenire nei tre principali momenti della vita di uno studente: partendo dalla fase di orientamento all’interno del panorama scolastico, passando per il vissuto durante gli anni della formazione, arrivando infine, all’ingresso del mondo del lavoro e alle prospettive per il futuro. Per questo riteniamo che debbano essere approfondite le dinamiche sottostanti le scelte dei giovani, le criticità del sistema scolastico e accademico, nonché del passaggio all’ambiente professionale, per tracciare chiare linee di indirizzo e di concreta progettualità.”

0/Post a Comment/Comments

Nuova Vecchia