Packaging del vino, semplicità e minimalismo conquistano la giuria del premio di Vinitaly

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Il concorso Vinitaly Design International Packaging Competition l’11 giugno a Veronafiere ha segnato il debutto degli eventi in presenza di Vinitaly nel 2021, tagliando il traguardo delle 25 edizioni consecutive. La giuria, composta dall’architetto Gianni Arnaudo quale presidente e da Fabrizio Bernasconi esperto di branding e design, Alessandra Corsi direttrice marketing e prodotto di Conad, Stefano Raimondi direttore artistico di Art Verona e Chiara Tomasi marketing manager di Fedrigoni Self Adhesives, ha selezionato i migliori abbigliaggi tra i 175 campioni conformi al regolamento arrivati a Verona e selezionato le etichette che verranno proposte ai follower dei canali di Vinitaly per il “Premio Social”.

Il vino "Delle Venezie Doc Pinot Grigio vino biologico "Grigioramato" 2018 della Cantina Cescon Italo storia e vini di Ormelle (Tv) è stato premiato “Etichetta dell’anno 2021”. Alla Cantina Nosio di Mezzacorona (Trento) è andato il premio speciale “Packaging 2021”, all’azienda Novaripa di Ripa Teatina (Chieti) è stato assegnato il premio “Immagine Coordinata”, mentre il premio “Etichetta Gdo” è stato consegnato al vino Montepulciano D'abruzzo Dop "Pietrame - Edizione Limitata" 2018 Novità 2021 il premio "Ambiente & Sostenibilità" rivolto al packaging che si contraddistingue in ambito ecologico, che è stato attribuito al vino veneto Igt Bianco "Repanda" 2019.

Inoltre, sono stati attribuiti 28 premi, tra Etichette d’Oro, d’Argento e di Bronzo, ai campioni in gara nelle 12 categorie esaminate quest’anno. «Vinitaly Design International Packaging Competition offre uno spaccato della creatività italiana. Le bottiglie sono ambasciatori del vino e l’etichetta, se ragionata con pensiero critico, valorizza sia il prodotto, sia l’azienda e il territorio a cui appartengono» ha commentato il presidente di giuria Gianni Arnaudo.

«Abbiamo trovato soluzioni interessanti e innovative, un’attenzione della ricerca nei materiali, dimensioni e forma delle bottiglie. Il trend che accomuna è la ricerca del minimalismo, etichette e confezioni con pochissime informazioni ma rilevanti. La selezione delle parole è fondamentale e le aziende lo hanno capito. Come giuria abbiamo privilegiato anche noi questa tendenza» ha detto Alessandra Corsi di Conad. «Il packaging è un interprete di quelli che sono i bisogni e i valori della società in cui viviamo. I consumatori cercano chiarezza ed informazioni. A conferma di questo, tutte le etichette più apprezzate oggi dalla giuria possedevano semplicità e trasparenza» ha commentato Fabrizio Bernasconi.

«Un grande impegno a livello di originalità. Tutte le aziende partecipanti hanno presentato in maniera innovativa i loro prodotti. Ci sono due vie nell’arte, una concettuale e una via figurativa, e le ho viste espresse anche in questo contesto» ha detto Stefano Raimondi.

«Abbiamo notato una tendenza minimalista delle etichette. Una scelta piacevole che svecchia l’immagine delle bottiglie da vino italiane. Noi giurati siamo stati sopresi per l’audacia e la voglia di sperimentare e abbandonare la tradizione. I designer e le cantine lavorano in maniera sinergica e seguono i trend di mercato a livello internazionale, in linea con gli altri paesi competitor del mondo del vino che stanno implementando logiche e modelli di design del packaging rivolti a target più giovani» il commento di Chiara Tomasi.

La competizione internazionale di Vinitaly nata nel 1996 premia l’abbigliaggio delle bottiglie di vini e distillati a base di uve, vinacce, mosto o vino, gin, rhum, whisky e altri distillati diversi dall’uva, dei liquori e dell’olio extravergine di oliva. Al giudizio dell’occhio esperto della commissione bottiglie, chiusure, capsule, etichette, controetichette, collarini, pendagli e sigilli dei campioni in gara

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