La startup del FoodTech, Katoo, chiude un round di 7.2 milioni di dollari

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Con soli due anni di vita, Katoo ha già alle spalle una storia di round di finanziamenti di successo. La start-up ha infatti ottenuto un round di 3.5 milioni di dollari solo 9 mesi fa da parte di GFC e Otium Capital.

Oggi, Katoo annuncia ufficialmente di aver ottenuto un nuovo round di 7.2 milioni di dollari guidato dall’investitore spagnolo K-Fund, che porterà l’azienda a un finanziamento totale di 10 milioni di dollari. Hanno inoltre partecipato i fondi americani Expa (il fondo di Garret Camp, co-founder di Uber), FJ Labs, Soma Capital e il portoghese VC Shilling Capital. Gli attuali investitori GFC e Otium Capital hanno raddoppiato la loro scommessa premiando la vision di Katoo, che consiste nel “sviluppare software per rendere efficiente, equa e trasparente la supply chain alimentare”, mantenendo così i pieni diritti di investimento pro-rata.

Tra coloro che hanno riposto la fiducia in Diogo (Co-Founder e CEO) e Karan (Co-Founder e CPO) e nella loro vision, non ci sono soltanto investitori istituzionali. Anche imprenditori di successo e con molta esperienza nel FoodTech hanno investito nella startup: il co-founder di Glovo Sacha Michaud, Dimitri Farber, co-founder di Tiller recentemente acquisito, e Marcos Alves Cardoso, co-founder di TheFork, sono alcuni di loro. Il CEO Diogo Cunha ha così commentato: “La supply chain alimentare continua a essere gestita alla “vecchia maniera”. Fax, carta, penna e messaggi vocali sono ancora considerati lo standard. Questo round ci permetterà di continuare a investire per offrire la miglior tecnologia alle persone che ci nutrono.”

Il Covid non ha frenato Katoo da una crescita repentina: negli ultimi 9 mesi, la start-up ha visto il numero dei suoi ordini crescere di otto volte tanto. I loro oltre 5.000 ristoranti e fornitori vanno dalle più grandi catene come I Love Poke (60+ punti vendita in Italia), a famose pizzerie come Cocciuto, e ad alcuni ristoranti stellati Michelin. Lorenzo Franzi (Partner presso GFC) conferma quanto il team abbia resistito, sia migliorato e abbia continuato a crescere durante un periodo duro per l’intero settore della ristorazione: “Conosciamo Diogo e Karan fin dall’inizio e siamo stati più volte colpiti dalla profonda comprensione del settore da parte del team e dalla loro velocità di esecuzione. Nonostante il Covid, che ha avuto conseguenze significative sul mercato, sono riusciti ad adattarsi e continuare a generare valore per i loro clienti.”

Katoo ha oggi un transato annualizzato di 220 milioni di dollari grazie alle app in due Paesi (Italia e Spagna). Parte dei finanziamenti raccolti nell’ultimo round saranno utilizzati per espandere l’azienda in Portogallo e portare il modello anche in America Latina e in altri Paesi europei. L’espansione in altri mercati non è però l’unico progetto a cui Katoo sta lavorando. L’azienda punta infatti a investire sul suo prodotto eliminando l’attività di data entry manuale attraverso integrazioni con l’ERP e a risolvere i problemi legati al cash flow grazie a prodotti finanziari. Senza ovviamente dimenticare i suoi core users: tra gli obiettivi principali c’è infatti l’ambizione di riuscire a prevedere le esigenze di magazzino dei ristoranti, integrandoli con i più utilizzati sistemi di PoS.

“Abbiamo creato Katoo per facilitare la comunicazione tra ristoranti e fornitori. Durante l’epidemia, abbiamo dimostrato che i nostri tool migliorano la relazione diminuendo il numero di errori e migliorando l’efficienza. Adesso siamo impegnati a continuare ad aiutarli, lanciando servizi finanziari come pagamenti semplificati e centralizzati, riconciliazione dei pagamenti e finanziamenti” ha detto Karan Anand.

Sergio Alvarez Leiva (Partner di K Fund) ha commentato: “Dopo aver conosciuto Diogo e Karan siamo rimasti colpiti dalla loro voglia e dal loro impegno nel cambiare in meglio la supply chain alimentare. Siamo sicuri che Katoo sia sulla strada giusta per consolidare la sua posizione di leadership nel Sud Europa e replicarla ancora di più in America Latina.”

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