L'OIV prevede che nel 2021 la produzione mondiale di vino si mantenga su livelli storicamente bassi


Parlando in una conferenza stampa telematica dalla sede parigina dell’OIV, il direttore generale Pau Roca ha presentato le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2021. Per il 2021 prevede una produzione mondiale di vino estremamente ridotta, a un livello simile a quello del 2017. Si tratterebbe quindi del terzo anno consecutivo con un livello di produzione inferiore alla media. 

Il volume di produzione atteso nell’UE è scarso, in particolare in Italia, Spagna e Francia, che registrano una riduzione complessiva di circa 22 Mio hl rispetto al 2020 a causa delle gelate primaverili tardive e delle condizioni meteo complessivamente sfavorevoli.

I soli grandi produttori di vino dell’UE che hanno ottenuto raccolti superiori a quelli del 2020 sono Germania, Portogallo, Romania e Ungheria. Le prime previsioni sul raccolto statunitense indicano un volume di produzione appena superiore a quello 2020.

Anno particolarmente positivo per i vigneti dell’emisfero australe, dove le condizioni metereologiche relativamente favorevoli hanno contribuito a livelli di produzione record in America del Sud, Sudafrica e Australia, con l’eccezione della sola Nuova Zelanda.

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